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Domenica di sangue in Siria, strage a Dayr az Zor

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Domenica di sangue in Siria, strage a Dayr az Zor

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Carri armati e mezzi pesanti in azione, città assediate. Oltre 60 i morti. Prosegue la strage di civili in Siria, nonostante le pressioni della comunità internazionale sul regime del presidente Bashar al Assad.

Secondo testimoni oculari e fonti del dissenso siriano i militari hanno ucciso, nelle ultime 24 ore, almeno 50 persone a Dayr az Zor, 19 a Hula nel centro del Paese e almeno tre nella provincia nord-occidentale di Idlib, al confine con la Turchia.

Da parte sua, Assad ha dichiarato che agire contro i fuorilegge che bloccano le strade, isolano le città e terrorizzano la popolazione è un dovere per lo Stato che deve difendere la sicurezza e proteggere la vita dei cittadini.

Dopo l’Onu, anche la Lega araba è intervenuta contro i metodi di Assad, nel primo comunicato ufficiale dell’organizzazione panaraba sulla repressione in Siria. Il segretario generale, Nabil al-Arabi, ha lanciato un appello alle autorità siriane affinché mettano fine alle violenze.

L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria ha aggiornato il proprio bilancio di morte dall’inizio della repressione militare a metà marzo scorso: 2.059 le persone uccise.

L’indignazione internazionale contro la carneficina siriana ha spinto la banca centrale austriaca, che aveva firmato un contratto per stampare banconote per il Paese arabo, a riesaminare l’accordo per cercare di sospenderlo.