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Ahmadinejad: sono per la pace. Anche con gli Usa

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Ahmadinejad: sono per la pace. Anche con gli Usa

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In un contesto politico non solo esterno ma questa volta anche interno a lui meno favorevole, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha concesso a euronews un’intervista esclusiva.

Abbandonando i toni della retorica, ha usato un linguaggio inusualmente moderato. Criticato dal parlamento e oggi più lontano dalla Guida suprema, Ahmadinejad si prepara a affrontare la seconda parte del suo secondo mandato presidenziale.

John Davis, euronews: Vorrei iniziare con le immagini che abbiamo visto oggi sulla televisione iraniana, immagini che hanno fatto il giro del mondo comunque: quelle del presidente egiziano Hosni Mubarak , su un lettino, dietro una sbarra per rispondere dell’accusa di corruzione e uccisioni di massa. Cosa ha pensato vedendo queste immagini?

Mahmud Ahmadinejad: “Devo esprimere il mio rammarico per il fatto che alcuni leader abbiano una brutta relazione con il proprio popolo tanto da arrivare a questo punto.

Dovremo tutti mostrare il nostro rammarico per come in alcuni Paesi per avere un certo livello di libertà si debba arrivare a processare i propri leader.

Spero che questi metodi vengano rivisti, i leader dovrebbero provenire dal popolo e dovrebbero lavorare con il popolo in pieno accordo. Spero che non ci siano più conflitti che dividono un popolo”.

-La Siria è un altro esempio, la sollevazione popolare continua, come è successo in altri Paesi del medio Oriente. Si tratta di un conflitto violento e sanguinoso. Come sta gestendo la situazione il presidente Assad?

“Crediamo che tutti i Paesi abbiano il diritto alla libertà, dovrebbero essere liberi di fare le proprie scelte, crediamo che se altri paesi non interferissero negli affari del Medio Oriente, le nazioni di questa parte del mondo sarebbero in grado di risolvere i propri problemi.

Molti dei problemi che riscontriamo oggi e così come nel passato sono dovuto all’interferenza esterna.

Se ci sono problemi in certe parti del mondo dovremo ricercarne le radici negli interventi e nelle interferenze del passato”.

-Ha detto che un popolo ha il diritto di sfidare il proprio governo, l’abbiamo visto in Iran due anni fa, nel 2009.

Pensa che quanto abbiamo visto in alcuni Paesi del Medio Oriente possa verificarsi anche in Iran, o ritiene che tutto sia stabile qui.

“Quanto è successo in Iran non è paragonabile ai fatti che hanno coinvolto altri Paesi.

Elezioni pienamente libere si sono tenute in Iran, si è trattato delle elezioni più libere al mondo: oltre l’85% degli elettori ha espresso la propria preferenza, pari a 40 milioni di persone, tutti questi erano iraniani. Vivono insieme, attaccare persone così come gli atti di vandalismo contro edifici sono vietati in tutti i paesi. Per questo la polizia è intervenuta”.

- Ci sono state le elezioni, come ha appena ricordato. Gli iraniani hanno espresso il proprio disappunto per l’esito, avevano il diritto di fare questo?

“Secondo la nostra legge ci sono vie legali per esprimere il proprio dissenso, si può ricorrere alle apposite istanze.

Ci sono dimostrazioni anche in Europa e la polizia reagisce in modo duro.

Coloro che esprimono la propria opinione su questioni europee di base vengono arrestati.

Per esempio le questioni regionali a livello mondiale risalgono al secondo conflitto mondiale. Si può scrivere la verità sulla II guerra mondiale? O si può fare qualcosa contro i l sistema in vigore? Credo proprio di no, ma in Iran i cittadini possono esprimere le proprie obiezioni attraverso i media. Alcuni studiosi nel mondo sono in prigione per aver espresso la propria visione della storia”.

-Lei non risponde alla mia domanda ma a qualcosa di completamente diverso, prima ha detto che l’opposizione in Europa non è mai riuscita a rovesciare un governo. Senza andare troppo lontano, l’anno scorso, più o meno in questo periodo, nel Regno Unito, il leader dell’opposizione David Cameron ha vinto le elezioni mandando a casa il governo laburista. È una risposta all’obiezione di poco fa, andiamo avanti presidente…

“Non si tratta dell’opposizione, l’opposizione è rappresentata da coloro che vengono picchiati in strada. Chi ascolta le loro richieste in Europa? In Grecia, Spagna, Italia chi presta ascolto alle loro rischieste. nessuno, mi creda”.

- Mi perdoni, può chiarire questo concetto? La situazione in Europa è molto peggiore o è quella iraniana del 2009 che è peggiore?

“Sto cercando di spiegarmi, La gente in Europa non ha alcun ruolo nel determinare le politiche economiche ma ne paga il prezzo. Se i cittadini protestano vengono picchiati. La gente in Europa non distrugge le cabine telefoniche si limita a manifestazioni più semplici. Penso che si debba trovare la causa del problema per risolverlo”.

-Come lei ha detto molti stanno pagando gli errori di altri in Europa e negli Stati Uniti. Mi chiedo se si possa dire la stessa cosa per la gente in Iran, che paga il prezzo nel suo quotidiano per le sanzioni che sono state imposte contro l’Iran l’anno scorso, per l’embargo commerciale, per via delle relazioni con l’estero che ha l’Iran. Non dico tutti ma molti. Non si tratta di gente normale che paga un prezzo per colpe non proprie?

“È vero, gli iraniani pagano il prezzo di politiche europee sbagliate”.

-Non a causa sua, signor presidente?”.

“Sono le politiche sbagliate dell’Unione europea, non abbiamo fatto niente di sbagliato, è ormai 30 anni che è così, che i leader europei ci vanno contro.

Perché? Perché siamo liberi? Perché abbiamo una democrazia? Perché abbiamo cacciato lo shah, loro alleato? Perché siamo contro la politica espansionistica di alcuni paesi europei? Quali sono stati i loro errori in Iraq e Afghanistan? Penso che la politica perseguita da alcuni leader europei abbia causato problemi agli stessi Paesi europei, così come a altre nazioni”.

-Per quel che riguarda la politica interna qual‘è la sua posizione per la seconda parte del suo mandato. Si trova in una posizione forte qui in Iran?

“Stiamo facendo il nostro lavoro, usiamo ogni singolo secondo per servire il nostro popolo”.

-Eppure c‘è un fossato che si sta allargando tra lei e il parlamento, lo si nota fuori dall’Iran. C‘è un gap tra lei e la guida suprema. Questo indebolisce la sua posizione? “Penso che questo accada in una società libera, ci dovrebbero essere sempre dibattiti tra parlamento e governo. È un peccato avere un governo libero e un parlamento libero?

La posizione dei laeder è chiara in Iran, non ci sono differenze.

È una società libera la nostra, in cui ciascuno può esprimere il proprio punto di vista. Non vedo che sia un problema. Si è reso conto che oggi il parlamento ha nominato 4 nuovi ministri. Hanno ricevuto molti voti, per cui c‘è libertà nel nostro Paese”.

-C‘è libertà per Mirhossian Moussavi, Mehdi Karoubi agli arresti domiciliari. Hanno la libertà di esprimere la loro posizione . È chiaro che si oppongono a lei, ma possono farlo nella condizione in cui si trovano? “ Ci sono persone in carcere ovunque, non ci sono detenuti in Gran Bretagna?” -Sì, ma sto parlando delle prigioni del suo Paese, dove il signor Moussavi e il signor Karoubi sono detenuti.

“Ci sono prigioni ovunque, ci sono problemi con la magistratura, ovunque. Da noi la magistratura è indipendente. Non ho il diritto di interferire sul giudizio di un giudice.

Ci sono alcune leggi in base alle quali i cittadini possono interagire con la magistratura…..

Se vuole conoscere il mio parere, io non vorrei nessuno al mondo in prigione”.

-Anche qui in Iran?

“In tutto il mondo, a Abu Graib, in tutte le prigioni nascoste d’Europa”.

-Che cosa farà perché questo suo auspico cominci qui in Iran, perché non ci sia gente in galere per aver espresso il proprio punto di vista, pare che invece può essere espresso nei Paesi europei?

“Non c‘è nessuno in prigione per aver espresso semplicemente il proprio punto di vista. Secondo la nostra legge, tutti possono esprire la propria opinione, dovrebbe restare in Iran una settimana e leggere i giornali. Molti criticano il presidente senza paura. La libertà è al suo livello massimo in Iran, non dico che ci troviamo in una situazione ideale, ma la nostra situazione è migliore rispetto a molti altri paesi europei. Ci sono dei problemi che possono essere affrontati insieme a livello mondiale. Non è l’ideale risolvere una vicenda in tribunale, le ingiustizie sono diffuse a livello mondiale, il nostro è uno dei migliori sistemi giudiziari al mondo”.

-È pronto a porgere la mano in un futuro prossimo agli Stati Uniti, Paese con cui non avete relazioni diplomatiche da 30 anni?

“Si tratta della prima potenza economica mondiale e l’Iran potrebbe beneficiarne. Questa possibilità potrebbe verificarsi quanto prima?”

“Crediamo che ci debbano essere relazioni amichevoli a livello internazionale, si tratta un principio di base.

Ma gli americani, la loro amministrazione è contorta, non sanno cosa fare, non hanno una politica chiara. Sono loro , gli americani che hanno messo fine ai rapporti con l’Iran, pensavano che non ce l’avremo fatta. Sono passati 31 anni e siamo ancora qui”.

- Sul problema del nucleare, mi permetta signor presidente, che preoccupa non solo gli Stati Uniti: lei dice una cosa ma sembra che faccia tutt’altro, situazione che non crea le condizioni per diventare alleati e per porgere la mano”.

“Perché? Cosa abbiamo fatto di sbagliato?”

– Per quanto riguarda il programma nucleare, lei ha detto e non ho alcuna ragione per non crederle…………….

“È vietato il nucleare ?”

-Non dico assolutamente questo: lei ha spiegato che il suo programma nucleare ha scopi civili, serve a produrre elettricità e energia, e sfido chiunque a dire che non siano fini civili. Tuttavia, c‘è la convinzione tra gli scienziati occidentali, fuori dall’iran, che Teheran stia arricchendo uranio al 20%, precisamente, non a fini civili, senza alcun legame con la produzione di energia.

Quindi quello che abbiamo è che da un lato lei dice in pubblico che il suo scopo è civile, dall’altro sembra che lei stia facendo una cosa sola: la bomba.

“Buona domanda, ho capito che era sincera, mi faccia spiegare. Coloro che dicono che stiamo producendo armi non sono scieziati, , sono politici, se si mette questo nel contesto di ostilità dei Paesi occidentali nei nostri confronti….

Quando diciamo che non abbiamo intenzione di costruire la bomba atomic siamo sinceri, crediamo che solo un pazzo voglia oggi costruire una bomba.

Per due motivi: primo, chi possiede l’atomica si trova in una situazione più pericolosa di chi non ce l’ha. Le bombe che ci sono in germania, Belgio e in altri paesi europei costituiscono una grave minaccia per tutti i paesi europei. L’atomica è contro l’umanità. In secondo lungo la bomba nucleare è inutile e inefficace. Il regime sionista ha l’atomica, per questo ha vinto il conflitto con i palestinesi? L’atomica ha fatto vincere a Israele la guerra di 33 giorni contro il Libano. L’ex Unione Sovietica si è salvata dal collasso perché aveva l’atomica.

L’atomica venne usata 60 anni fa per risolvere dal’alto un conflitto politico, ma oggi non serve più a niente. Oggi valgono i pensieri, l’opinione pubblica, l’essere umano. Crediamo che in futuro nessuno userà più l’atomica”.