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Ahmadinejad esclude una rivoluzione in Iran

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Ahmadinejad esclude una rivoluzione in Iran

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In un’intervista esclusiva rilasciata a euronews, mercoledì 3 agosto, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha usato toni insolitamente moderati nel rispondere a questioni di politica interna e internazionale. La prima domanda è stata sul processo a Mubarak, apertosi in Egitto. Il nostro inviato a Teheran Jon Davies ha chiesto ad Ahmadinejad quali siano stati i suoi pensieri alla vista del raìs in tribunale.

Mahmud Ahmadinejad, presidente Iran:

“Dobbiamo esprimere la nostra tristezza perché alcuni leader hanno talmente un cattivo rapporto con il loro popolo da finire così. Do voce alla mia delusione per la gestione politica che separa alcuni governi dai loro popoli, al punto che i popoli, per poter raggiungere un certo grado di libertà, devono chiedere il processo del loro leader”.

Jon Davies, euronews:

“Lei dice che ogni persona ha il diritto di sfidare il proprio governo e lo abbiamo visto qui in Iran due anni fa, nel 2009. Lei pensa che ciò a cui abbiamo assistito altrove in Medio Oriente potrebbe accadere anche in Iran o Lei crede che qui la situazione sia stabile?”.

Mahmud Ahmadinejad, presidente Iran:

“Ciò che è accaduto in Iran non è simile a ciò che sta avvenendo in altri Paesi. In Iran ci sono state elezioni completamente libere. Ma attaccare edifici e vetture è proibito in ogni Paese ed è questo ciò su cui la polizia così come i magistrati stanno indagando”.

Jon Davies, euronews:

“C‘è libertà per Mirhossein Mousavi, che è agli arresti domiciliari? C‘è libertà per Mehdi Karroubi anch’egli agli arresti domiciliari? Hanno la libertà di esprimere la loro opposizione? È evidente che si oppongono a Lei, ma loro hanno la libertà di farlo dalla loro prigione, dalla loro casa sorvegliata?”.

Mahmud Ahmadinejad, presidente Iran:

“Loro hanno avuto problemi con la giustizia. La giustizia in Iran agisca in modo indipendente e io non ho il diritto di interferire nelle questioni giudiziarie. Ci sono regole grazie alle quali le persone possono interagire con la giustizia”.