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Il Cairo si ferma per seguire il processo al rais

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Il Cairo si ferma per seguire il processo al rais

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Una televisione accesa in ogni bar del Cairo.
Con i clienti che si accalcano all’interno ed all’esterno, gli occhi incollati allo schermo che trasmette quello che soltanto un anno fa appariva inimmaginabile.

Il Faraone è in gabbia per rispondere dei crimini perpetrati contro il suo popolo.

I commenti sono quasi unanimi:
“Spero che gli infliggano una condanna a vita. Non voglio che venga giustiziato perchè voglio vederlo marcire in prigione” spiega un ragazzo
“Vogliamo che finisca dietro le sbarre. Ci ha fatto soffrire per 30 lunghi anni” rincara la dose un anziano signore.
 
Hosni Mubarak l’invincibile, il dittatore omaggiato dalle grandi potenze oggi è ridotto a una maschera logorata dalla malattia. La gente ha aspettato a lungo questo momento e oscilla tra sentimenti contrastanti. Qualcuno esprime il proprio scetticismo:
 
“Dov‘è questo processo di cui si parla tanto? Se un poveraccio fa qualcosa di sbagliato finisce in galera il giorno dopo. Questi hanno ridotto in povertà un paese e per anni nessuno ha mosso un dito. La verità purtroppo è questa”
 
Le strade del Cairo sono un osservatorio privilegiato per cogliere gli umori degli egiziani in una giornata storica. Con la piazza Tahir, simbolo del movimento che ha provocato la caduta del rais, presidiata in forze dall’esercito