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Siria: l'Italia richiama l'ambasciatore dopo la strage di Hama

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Siria: l'Italia richiama l'ambasciatore dopo la strage di Hama

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La televisione di stato siriana trasmette immagini che mostrano uomini armati confusi tra i manifestanti. Immagini che dovrebbero mostrare al mondo come dietro alla rivolta che si allarga a macchia d’olio ci sia una regia organizzata da elementi sovversivi.
Ma nulla prova che questi uomini non siano membri delle milizie speciali infiltrati nei cortei per provocare disordini.
I numeri parlano da soli. Ieri 24 persone sono state uccise, dieci delle quali dopo la fine del Ramadan nella città di Hama divenuta uno degli epicentri della rivolta.

Da Baghdad l’ammiraglio statunitense Mullen ha nuovamente condannato la repressione scatenata dal regime di Assad chiedendo che le violenze cessino il prima possibile. “Il popolo siriano – ha aggiunto – chiede riforme e un cambio al vertice”
 
Parole già ascoltate in queste settimane alle quali pero’ la comunità internazionale, divisa al suo interno, non da un seguito concreto.
L’italia ha compiuto un gesto richiamando a Roma il proprio ambasciatore per consultazioni. Ma la sortita britannica in cui veniva ipotizzato un intervento esterno contro il regime ha suscitato irritazione in molte capitali.
Assad per ora ha mano libera e contro il suo popolo usa i cannoni.