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Libia, Londra non intravede la fine del conflitto

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Libia, Londra non intravede la fine del conflitto

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Nemmeno il Ramadan, mese sacro dei musulmani dedicato al digiuno, interromperà i combattimenti in Libia. Tanto i ribelli quanto il regime hanno annunciato l’intenzione di continuare lo scontro, mentre il segretario alla Difesa britannico ha avvertito il governo di Londra che esiste il rischio di rimanere impantanati in una campagna militare di cui non si intravede la fine.

Davanti a una platea di sostenitori, che secondo la TV libica di stato sarebbero famiglie che hanno perso le loro abitazioni a causa della rivolta, il figlio del colonnello Gheddafi, Saif Al Islam, ha detto: “I sacrifici dei nostri figli e dei nostri fratelli non sono stati inutili. Non importa se la Nato si ritirerà o meno, i combattimenti proseguiranno finché tutta la Libia sarà liberata”.

Tra i ribelli di Bengasi, l’impegno resta quello di marciare su Tripoli. Ma l’assassinio di uno dei leader più affidabili delle forze anti-regime da parte di estremisti islamici interni alla ribellione, solleva scenari inquietanti. L’eventualità che la Libia diventi come l’Iraq di alcuni anni fa inizia a fare paura.