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Norvegia. La vita riprende ma le ferite restano

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Norvegia. La vita riprende ma le ferite restano

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Un tappeto di fiori, ceri, e lettere ricordo.

La gente a Oslo esce di casa e prima di recarsi sul luogo di lavoro si ferma davanti alla cattedrale dove negli ultimi giorni è nato il piu’ grande memoriale del paese. Niente sarà piu’ come prima ripetono i passanti e scrivono i giornali. Ma nel paese è nata una nuova consapevolezza fatta di attaccamento ai valori di democrazia e libertà che per Breivik, l’autore del massacro, erano invece una minaccia.

“Non voglio ricordare le ultime immagini dei miei amici, dei loro corpi stesi a terra e senza vita – racconta una ragazza sopravvisuta alla strage sull’isola di Utoya - voglio pensare invece ai ricordi felici ai loro sorrisi e ai buffi soprannomi che ci davamo. Sento la loro mancanza e mi addolora non poter condivere con chi non c‘è piu’ questa terribile esperienza a cui sono scampata”
 
Il prossimo 21 agosto la Norvegia si fermerà per ricordare le 77 vittime
“Piano piano la vita riprende il suo corso ma ci vorrà del tempo per rimarginare questa ferita e il trauma collettivo” confessa una passante.
 
Il Parlamento ha osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime. Alla cerimonia ha preso parte anche il re Harald V.

Questa settimana Anders Behring Breivik verrà nuovamente interrogato dalla polizia.