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Turchia: si consuma lo strappo tra militari e governo

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Turchia: si consuma lo strappo tra militari e governo

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Una mossa senza precedenti porta i rapporti tra militari e il governo di Recep Tayyip Erdogan a una svolta in Turchia. Il capo di Stato maggiore interforze Isik Kosaner si è dimesso – è già stato rimpiazzato – insieme ai responsabili di esercito, aviazione e marina.

L’iniziativa avviene a pochi giorni da un vertice del Consiglio Militare Supremo che avrebbe dovuto decidere promozioni ed eventuali dimissioni in seno alle forze armate. All’origine dello strappo ci sarebbe la proposta di promozione di alcuni generali detenuti a causa del presunto coinvolgimento in un complotto antigovernativo.

I rapporti tra militari – considerati tutori della laicità dello stato e governo – considerato dai militari troppo incline a perseguire un’agenda islamica tutt’altro che moderata – non erano mai stati così difficili. “Ci sono due problemi di fondo – spiega il nostro corrispondente in Turchia Bora Bayraktar -: il primo è la tradizionale lotta tra i militari e l’ammistrazione civile. L’altro sono le continue critiche mosse all’esercito, al suo futuro, alle sue funzioni e alla sua capacità di sconfiggere i ribelli curdi del PKK.

L’esercito ha sempre problemi con i governi civili. Nel 2002, quando l’AKP arrivò al potere, era già intervenuto in diversi casi contro il potere politico. Per questo l’AKP e l’esercito non sono mai andati d’accordo. Gradualmente, l’AKP ha iniziato a limitare il potere dell’esercito.

Inoltre, dopo la recente morte di 14 soldati, i generali sono stati messi sotto accusa. In tutto questo, il governo sta cercando di creare un esercito di professionisti. Suppongo dunque che la nuova leadership militare sarà scelta cercando di seguire questa direzione”.