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Tanta rabbia, pochi soldi. Il Pakistan a un anno dalle alluvioni

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Tanta rabbia, pochi soldi. Il Pakistan a un anno dalle alluvioni

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Il tempo passa, la rabbia no. A un anno dalle più devastanti alluvioni della sua storia, il Pakistan stenta a rialzare la testa e lancia un appello alla solidarietà.

Le ONG sul posto stimano in circa 400 milioni di euro, la cifra necessaria per gli interventi più urgenti. Quasi 7 i miliardi che invece servirebbero per procedere alla ricostruzione.

Dei 18 milioni di persone toccate dalle alluvioni del 2010, un milione soffre ancora la fame e quasi altrettante restano senza un tetto.

In molti villaggi del nord-ovest, la popolazione denuncia l’abbandono delle autorità e si arrangia come può.

“E’ venuto del personale di alcune ONG – dice una residente di quello di Weno Garhi -. Due o tre ragazze, che ci hanno portato dei mattoni e degli attrezzi. Poi però abbiamo fatto tutto da soli. Anche i nostri vicini si sono ricostruiti la casa con le loro mani”.

Lo scioglimento dei ghiacci dell’Himalaya ha intanto già costretto sott’acqua diversi villaggi del Punjab. Immagini, che insieme all’incubo dello scorso anno, risvegliano l’appello di molte ONG a urgenti investimenti anche sul fronte della prevenzione.