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Assalto al Kenya. L'esodo somalo e il rischio epidemie

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Assalto al Kenya. L'esodo somalo e il rischio epidemie

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I somali in fuga da fame e carestia fanno tremare i paesi vicini. 11.000, secondo l’Onu, quelli già arrivati in Etiopia, in buona parte donne e bambini.

In Kenya l’appello si ferma a poco meno di 9.000, ma la situazione si fa sempre più critica. Nel campo profughi di Dabaab, nel nord-est del paese, gli arrivi si susseguono ormai senza sosta.

“Siamo qui dalla scorsa notte – racconta una donna, accolta al campo con i suoi bambini -. Lungo il tragitto siamo stati assaliti e derubati. Ci hanno preso tutti i bagagli e ormai non abbiamo più niente. Speriamo di trovare aiuto qui”.

Medici Senza Frontiere, che gestisce il campo, parla di struttura al collasso. Oltre ai letti, a mancare sono i medicinali. La priorità è ora la vaccinazione di adulti e bambini, perché la malnutrizione indebolisce le difese immunitarie. Se al più presto non arriveranno aiuti internazionali, il rischio è secondo molti quello di un’emergenza sanitaria.

“Il crescente flusso di persone che arrivano dalla Somalia senza essere vaccinate – dice uno dei medici in servizio – ci fa temere lo scoppio di epidemie come la polio e il morbillo”.

Il Kenya ha intensificato i pattugliamenti alla frontiera con la Somalia. I confini restano aperti per gestire l’emergenza umanitaria, ma ci si prepara al peggio. Circa due milioni, secondo le Nazioni Unite, i profughi che la fame potrebbe presto spingere a lasciare il paese.