ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Tornare a Utoya. I sopravvissuti sfidano il trauma

Lettura in corso:

Tornare a Utoya. I sopravvissuti sfidano il trauma

Dimensioni di testo Aa Aa

Lavare il trauma e voltare pagina una volta per tutte. Questo il difficile compito, con cui sono ora alle prese i sopravvissuti di Utoya.

Un ritorno alla normalità, che per alcuni dei giovani scampati al folle tiro al bersaglio passa anche per una riconciliazione con l’isola. Quella che era la “loro” isola.

“Voglio tornare a Utoya – dice oggi uno dei sopravvissuti, che se l‘è cavata con una ferita alla spalla -. E voglio farlo il prima possibile. Principalmente per vedere com‘è oggi, dopo quello che è accaduto. Voglio scoprire che ricordi riuscirò ancora a conservare di quel posto meraviglioso. Probabilmente uno dei più belli al mondo. Dove i giovani si riunivano per discutere, provare a cambiare la società e renderla migliore per tutti noi. Voglio poi rivedere i posti in cui mi trovavo quel giorno, quelli in cui ho provato a rifugiarmi scappando. E così finalmente riconciliarmi con l’isola. E lasciarmi questa brutta storia alle spalle”.

Un compito, che a giudicare dalle testimonianze dei soccorritori, sarà tutt’altro che facile. I loro ricordi parlano di volti terrorizzati e soprattutto di fiducia spezzata.

“Per descrivere l’atmosfera di quel giorno – racconta un operatore della Croce Rossa -, posso dirvi che un mio collega stava cercando di soccorrere dei giovani sulla riva. Ma loro indietreggiavano terrorizzati, chiedendogli se voleva sparargli. Credo sia un’immagine emblematica del loro stato d’animo in quel momento”.

Da giorni è al lavoro una task force di psicologi. Molti temono però che la ferita di quel venerdì nero lascerà una cicatrice indelebile in tutto il paese.