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Incidente Rio-Parigi: secondo la BEA ci fu errore dei piloti

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Incidente Rio-Parigi: secondo la BEA ci fu errore dei piloti

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Un errore dei piloti alla base dell’incidente del volo Air France Rio-Parigi del primo giugno 2009. Lo indica l’ultimo rapporto della Bea, l’ufficio di inchiesta francese sugli incidenti aerei sul disastro all’Airbus nel quale morirono 228 persone, rapporto fondato sull’analisi dei dati contenuti nelle scatole nere. I famigliari delle vittime, che da oltre due anni attendono la verità su quanto accaduto, hanno reagito con disappunto: “È completamente ingiusto accusare i piloti senza conoscere la situazione in cui si sono trovati – dice il presidente dell’associazione dei parenti delle vittime Robert Soulas -, senza conoscere la situazione nella cabina di pilotaggio negli ultimi minuti”.

In causa ci sarebbero la formazione dei piloti e il modo in cui avrebbero reagito alle circostanze che portarono il velivolo a inabissarsi poco dopo il decollo al largo delle coste brasialiane. Secondo il documento – il terzo finora stilato – i piloti non avrebbero applicato la necessaria procedura in caso di guasto dei sensori Pitot – che si congelarono fornendo dati non corretti sulla velocità – e non avrebbero riconosciuto la situazione di stallo dell’aereo. Sotto accusa anche un problema di comunicazione tra i membri dell’equipaggio, e nei confronti dei passeggeri, mai avvisati di quanto stava avvenendo.

Quest’ultimo rapporto – denso di implicazioni per l’intero settore aeronautico – era molto atteso non soltanto dai famigliari delle vittime, ma anche da Air France che ha reagito difendendo la professionalità del suo personale di bordo.