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Strage Utoya, un sopravvissuto: "Breivik era così calmo"

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Strage Utoya, un sopravvissuto: "Breivik era così calmo"

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Di giorno in giorno emergono le storie dei sopravvissuti alla strage di Utoya. Ma anche quelle dei tanti ragazzi che invece non ce l’hanno fatta e sull’isola sono morti per mano dell’attentatore, reo confesso, Anders Behring Breivik.

Un ragazzo, nella sparatoria, ha perso due amici. Così ricorda quei momenti drammatici: “Abbiamo visto gente colpita dagli spari, ma inizialmente, quando ho notato le persone sdraiate, ho pensato che si stessero nascondendo, perché i loro occhi erano aperti e non vedevamo sangue. Quando, però, ci siamo avvicinati, abbiamo visto tutto”.

Anche lui, come tanti altri testimoni, parla della freddezza con cui Breivik ha concretizzato il suo piano: “Era così calmo, camminava in giro, non ha mai corso, non ha mai urlato. Ha tradito la fiducia, ha ucciso un sacco di persone”.

Diventata simbolo di una nazione in lutto, Utoya in futuro potrebbe tornare a essere considerata un “isola-paradiso”, associata alla pace e alla democrazia. Questo, almeno, l’obiettivo di un miliardario norvegese.