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Georgieva: "Il problema è come trasformare in fretta i fondi in cibo"

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Georgieva: "Il problema è come trasformare in fretta i fondi in cibo"

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euronews ha intervistato Kristalina Georgieva, responsabile degli aiuti umanitari alla Commissione Europea, appena tornata da una visita nel Corno d’Africa.

Margherita Sforza – euronews:

Come si sente dopo aver visto questa catastrofe?

Kristalina Georgieva, commissario europeo per la Cooperazione internazionale, gli Aiuti umanitari e la Risposta alle crisi:

È una situazione che mi addolora molto. L’immagine che mi viene in mente è quella di una famiglia seduta sotto gli alberi che ha camminato venti giorni verso il confine con l’Etiopia, e quando chiedi loro come si sentono, ti dicono che si ritengono fortunati perché non hanno perso nessun bambino, e accanto invece c‘è una famiglia a cui sono morti due bambini sulla strada.

euronews:

Lei ha detto, la prevenzione dei distrastri non interessa. Come rompere la cultura dell’assistenza all’Africa?

Kristalina Georgieva:

Dobbiamo farlo. Oggi investiamo solo l’un per cento dei fondi per lo sviluppo nella riduzione dei disastri. È chiaramente insufficiente in regioni come l’Africa dove il cambiamento climatico e la crescita demografica rendono ogni siccità più dammatica per la popolazione.

euronews:

Di fronte all’emergenza, l’Unione Europea ha aumentato gli aiuti, ma gli stati membri esitano a partecipare…

Kristalina Georgieva:

Come Commissione Europea abbiamo aumentato i fondi da 64 a 160 milioni di euro. Più del doppio. E gli stati membri stanno offrendo più fondi, che ci porta a un totale di 340 milioni di euro. I finanziamenti non sono il nostro più grande problema. I fondi stanno arrivando. Il nostro più grande problema è come trasformare velocemente questi fondi in cibo, acqua, medicine e raggiungere un vasto territorio.

euronews:

Il problema principale è l’accesso ai viveri, specialmente nelle regioni controllate dagli islamisti al Shabab. Siete pronti a dialogare con questi gruppi?

Kristalina Georgieva:

Sono andata nel sud della Somalia, in un’area vicina a quelle controllate dalle milizie di al Shabab. L’organizzazione che stiamo finanziando lì ha anche attività in altre aree controllate da al Shabab. Quello che mi dicono è che quando ci sono dei partenariati tra le associazioni umanitarie e le comunità locali, questo aiuta a raggiungere la gente. Ci sono molti più operatori umanitari nelle aree controllate da al Shabab di quanto la gente pensi.

euronews:

Questo mi porta a parlare della situazione politica in Somalia, molto difficile e tesa. Cosa può fare l’Europa per risolvere la situazione?

Kristalina Georgieva:

Per ora dobbiamo concentrarci a salvare delle vite. Non è ora il momento di risolvere una crisi politica che dura da decenni. Ma è il tempo di riflettere. Possiamo aver uno stato fantasma? Bisogna trovare una soluzione politica sostenibile per la Somalia, basata sulle caratteristiche della società somala, fondata da clan. Abbiamo visto che in alcune zone come Somaliland o Puntland la siccità non ha colpito così duramente. Possiamo portare aiuti ma dobbiamo lavorare per ridurre sempre più le zone pericolose in Somalia.