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Amy Winehouse: genio, sregolatezza e media

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Amy Winehouse: genio, sregolatezza e media

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Lesley Alexander, euronews:

“Ci colleghiamo con Londra, con Neil Sean, giornalista esperto del mondo dello spettacolo. Neil, non posso smettere di pensare che in questo momento ci sia molta ipocrisia. Dopo la sua morte tutti esaltano il talento innegabile di Amy Winehouse. Mentre per anni i tabloid si sono interessati morbosamente al suo stile di vita caotico e alla sua autodistruzione”.

Neil Sean:

“E’ proprio così. Credo che la cosa interessante sia l’improvvisa inversione di tendenza. Se ti ricordi, due o tre anni fa, un tabloid aveva pubblicato una foto enorme di Amy in pessime condizioni con il titolo:“per favore qualcuno la salvi!”. Ma che bisogno c‘è di aggiungere un commento del genere?

Ma all’improvviso adesso viene paragonata a leggende come Billie Holliday, Edith Piaf. Allora io penso, aspettiamo un attimo, molti di voi ci hanno guadagnato con questa giovane infelice! E di conseguenza forse si stanno chiedendo chi sarà la prossima persona su cui concentrarsi visto che la gente ama le vittime”.

euronews:

“Il mondo dei tabloid è pieno di gente simile. E naturalmente molti suoi fan sono adolescenti vulnerabili. Ragazzi che ammiravano il suo stile di vita fatto di droga e alcol. Basta dare uno sguardo agli omaggi di fronte casa sua, non ci sono solo fiori ma anche sigarette e vodka!”

Sean:

“Amy stessa incoraggiava i tabloid per cui non mi sorprende che la gente sia fuori casa sua e lasci strani regali, i regali che l’hanno uccisa. Quando morirono leggende come Marylin Monroe o, andando indietro agli anni venti Rodolfo Valentino, la gente pianse, semplicemente, e depose fiori e candele. Non con lei. Molto strano”.

euronews:

“La droga è stata sempre diffusa nel mondo della musica pop, ma la differenza ora, Neil, è che è messa in risalto dai tabloid, o da You Tube. Credi sia una parte del problema?”

Sean:

“Viviamo in un mondo mediatico più accessibile ora. La gente sa esattamente cosa fare. Tutti, volendo, possono filmare con il cellulare una celebrità che ha un comportamento sregolato e pubblicarlo su You Tube o su qualsiasi social network. E ogni comportamento del genere può essere ricoperto da un alone glamour. I miei pensieri vanno ai suoi genitori perché Mitch e Janice hanno fatto del loro meglio. Sono dei genitori normali con una figlia diventata una star internazionale che non riusciva a far fronte al suo livello di notorietà e credo, cosa più interessante, che fosse attratta dal lato più oscuro della vita e da chi la sfruttava”.

euronews:

“Si parla tanto, Neil, di come Amy Winehouse sia entrata nel gruppo dei ventisettenni, star della musica irrequiete, morte in giovane età, appunto a 27 anni. Una fine tragica comune a tante icone della musica pop e rock”.

Sean:

“Amy mi disse una cosa, credo fosse il 2004, subito dopo il suo primo album, nell’intervista si parlava di come si diventa un leggenda. Perché alcuni vengono ricordati e altri no. E lei mi disse: “non credo che invecchierò”. Pensai che fosse strano sentir pronunciare queste parole da una ragazza, mi sembrò una strana battuta. Ma non credo assolutamente che Amy stessa volesse entrare in questo cosiddetto club. Credo sia una coincidenza sfortunata che molte star siano morte così giovani. Non credo che Amy si proponesse di fare questo. Era però andata in una direzione e non poteva tornare indietro”.