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Razzismo sdoganato: il retroterra di una strage

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Razzismo sdoganato: il retroterra di una strage

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Un fanatico isolato? Non proprio. Certo Anders Behring Breivik l’autore della strage norvegese era un cane sciolto. Pero’ aveva avuto contatti con varie organizzazioni di estrema destra e il clima xenofobo che si respira in vari paesi europei puo’ aver facilitato la strage.

“Searchlight Magazine”, un giornale antifascista britannico che da anni tiene d’occhio questi ambienti, ha reso noti i legami di Breivik con gli estremisti neri della English Defense League

Nick Lowies redattore spiega.

“Aveva contatti con alcuni gruppuscoli tra cui la Lega di Difesa inglese ma anche norvegese. Aveva anche partecipato ad un forum nazista in Svezia. Non credo che fosse impossibile prevedere e magari impedire quanto poi è successo”

La strage provoca silenzi imbarazzati e prese di distanza ambigue. Solo l’eurodeputato leghista Borghezio ha reso onore alle gesta del killer. In Belgio il deputato del Vlaams Belang Tanguy Veys è costretto a giustificarsi. Il delirante documento antislamico redatto da Breivik era arrivato sulla sua scrivania:

“Non ho mai avuto contatti con lui nè con gente come lui. Era la prima volta che ricevevo una sua mail. Ho letto il manifesto e…ho visto gli obiettivi che si prefissava ma…certo..era troppo tardi…Io sono un politico dell’estrema destra conservatrice fiamminga. Ho punti di vista chiari riguardo all’Islam. Ma noi non abbiamo mai parlato di violenza solo di riappropriarci dei nostri diritti e di casa nostra”

Stessa musica anche in Olanda. Geert Wilders il leader dell’estrema destra xenofoba recentemente assolto dalle accuse di incitamento all’odio razziale non ha voluto rispondere alle domande che gli ha rivolto Euronews ed ha definito la strage il “gesto isolato di uno piscopatico”

Troppo facile cavarsela cosi. Almeno questa è l’opinione dell’editorialista del settimanale olandese “Elsevier” Bart-Jan Spruit:

“Wilders deve fornirci delle spiegazioni. Perchè ha voluto imporre un clima apocalittico, soffiando sul fuoco dello scontro di civiltà, strumentalizzando le paure, denigrando la politica che non sarebbe in grado di risolvere nulla e non servirebbe a nulla. Credo che Wilders dovrebbe rivedere le sue posizioni, fare autocritica, dire, si la politica è importante perchè è lo spazio dove si discutono i problemi”

Il vaso ha tracimato. Nel modo piu drammatico e la polemica ora rischia di investire anche i partito conservatori che recentemente hanno rinnegato il modello multiculturale, e le misure di integrazione prese negli anni passati. Angela Merkel nell’ottobre 2010 aveva dato la stura:

“Siamo stati il paese che all’inizio degli anni 60 apri le porte a masse di lavoratori immigrati. Abbiamo mentito a noi stessi dicendoci che molti i loro un giorno sarebbero rientrati a casa. La realtà ha preso un’altra piega e l’approccio multiculturalista, la convinzione che tutti avrebbero potuto vivere felici e contenti insieme si è rivelata un fallimento, un vero fallimento”

La Germania, locomotiva europea, terra d’approdo per immigrati di mezzo mondo rompe con una cultura di decenni. E il voltafaccia contagia altri paesi pilastro dell’Unione.

Selcuk Gultasli corrispondente da Bruxelles del giornale conservatore turco “Zaman” intervistato da Euronews non nasconde preoccupazione e disappunto:

“ Per fermare la crescita dei partiti della destra estrema i partiti conservatori moderati hanno via via adottato il loro linguaggio. E’ un’operazione pericolosa. Fino a che questa tendenza continuerà idee, discorsi, luoghi comuni e clichès che dovrebbero venire marginalizzati continueranno a conquistare terreno e legittimità. Diventeranno cose normali. Il dibattito sul multiculturalismo e i suoi peccati è stato lanciato dal cancelliere tedesco. Sarkozy e Cameron lo hanno immediatamente ripreso. E’ chiaro che dietro il dibattito sul multiculturalismo si nasconde un sottotesto che riguarda i musulmani e l’ostilità nei loro confronti”