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Norvegia: pubblicati i primi nomi delle vittime

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Norvegia: pubblicati i primi nomi delle vittime

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Prende forma poco alla volta il mosaico dei volti delle vittime degli attentati in Norvegia. La lista ufficiale racconta soprattutto storie di giovani del partito laburista le cui vite sono state spezzate sull’isola di Utoya dalla follia di Anders Behring Breivik.

La Norvegia rende omaggio a questi suoi figli con tante rose e una lunga marcia silenziosa fino al punto in cui i traghetti partono per quella che suo malgrado è divenuta l’isola della morte.

Un’isola che resta tutt’ora off limits: inaccessibile a chiunque fintanto che le forze dell’ordine non avranno dato per terminata la ricerca dei dispersi.

Intanto emergono le storie delle tante persone normali finite a far parte di un dramma collettivo. Come quella di Roald Linaker, sacerdote militare che ha perso nella strage di Utoya un figlio di 23 anni.

“Non credo che abbia mai ripreso conoscienza” racconta. “Sono riusciti a tenerlo in vita finchè non siamo arrivati. Gli abbiamo detto addio poco prima del suo ultimo respiro. Quando è spirato era per fortuna in un sonno profondo”.

Attorno alla cattedrale di Oslo continua silenziosa la processione cominciata dopo gli attacchi di venerdì: migliaia di fiori depositati da anonimi cittadini hanno trasformato il selciato in un prato della memoria.