ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

USA, Ultime ore per trovare un accordo sul debito

Lettura in corso:

USA, Ultime ore per trovare un accordo sul debito

Dimensioni di testo Aa Aa

Una sola settimana per evitare il default finanziario. Negli Stati Uniti è una corsa contro il tempo: se entro questa notte il Congresso non raggiungerà un compromesso sull’innalzamento del tetto del debito, le camere rischiano di non avere il tempo per approvarlo.

Questo tetto, fissato a 14.300 miliardi di dollari, è stato raggiunto a maggio. Soltanto il Congresso ha il potere di innalzarlo. Se non lo farà entro il 2 agosto, il Tesoro americano non avrà sufficiente liquidità per onorare i suoi obblighi.

Ma sull’interesse del paese prevale lo scontro politico: la posta in gioco sono le presidenziali del 2012. Obama vuole evitare che la questione del debito diventi una clava nelle mani dei repubblicani in campagna elettorale. Il suo partito, i democratici, propongono di innalzare il tetto del debito di 2.400 miliardi di dollari: ciò che permetterebbe al Tesoro di finanziarsi fino all’inizio del 2013, dopo le presidenziali. Al tempo stesso, effettuerebbero tagli alla spesa pubblica per 2.700 miliardi.

I repubblicani vogliono una manovra in due tempi: adesso un aumento del tetto di 1.200 miliardi di dollari, accompagnato da tagli equivalenti, spalmati su dieci anni. Un secondo innalzamento andrebbe negoziato l’inverno prossimo, insieme a nuove riduzioni di spesa.

Il presidente della Camera, ricattato dall’ala più estrema del suo stesso partito repubblicano, insiste su un piano fatto soltanto di tagli e nessun aumento di tasse per i più ricchi. John Boehner: “Penso che sarebbe irresponsabile, da parte del presidente, porre il veto su questa manovra perché è un piano sensato che ci aiuterebbe a evitare il default. E’ tempo di risolvere i problemi dell’America e il nostro piano fa un passo nella direzione giusta”.

Il presidente del Senato, a maggioranza democratica, mette in guardia contro le conseguenze sui mercati di un accordo di breve termine. Harry Reid: “Come ha detto oggi un analista, cito: C‘è il rischio significativo di un downgrading se passerà un accordo che condizioni ulteriori tagli a un altro voto tra qualche mese. A questo punto, mi pare che i repubblicani siano più interessati a mettere in imbarazzo il presidente piuttosto che a fare la cosa giusta”.

A Wall Street, lo scontro ideologico tra democratici e repubblicani è avvertito come irresponsabile: “E’ scandaloso. I partiti dovrebbero trovare mettere da parte la politica e andare avanti”.

Senza un accordo, si rischia una crisi ad ampio raggio. Il declassamento del giudizio sul debito americano obbligherebbe gli Stati Uniti a pagare interessi più elevati per ottenere dei prestiti. A loro volta, verrebbero toccati anche gli istituti finanziari che detengono buoni del Tesoro americani, siano essi asiatici o europei. Sarebbe insomma colpita non solo l’economia americana, ma quella mondiale.