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Norvegia: indagini su aiuto di "due cellule"

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Norvegia: indagini su aiuto di "due cellule"

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Otto settimane di carcere preventivo di cui un mese di isolamento. Lo sguardo freddo di Anders Behring Breivik, il giovane che per “ripulire” la Norvegia dal marxismo e dall’Islam ha ucciso 76 persone, filtra dai vetri dell’auto della polizia. Gli inquirenti propendono per la pista dell’azione solitaria, ma approfondiscono le dichiarazioni rilasciate dal reoconfesso degli attentati di venerdì in Norvegia circa l’aiuto di due cellule.

“Non c‘è alcun sospetto in particolare ma stiamo svolgendo delle indagini per verificare chi possano essere queste persone. Per ora non sappiamo se esistano davvero ma è una parte importante dell’indagine” ha dichiarato il Capo della polizia di Oslo.

Nella capitale la marcia delle rose, simbolo del partito laburista contro cui si è accanita la follia del killer sull’isola di Utoya, ha riunito oltre cento cinquanta mila persone.

“E’ troppo, è una cosa terribile” dice un partecipante alla marcia. “Ma è bello vedere così tante persone venute a dimostrare la propria solidarietà, a dare il proprio sostegno”.

Il lutto tocca direttamente anche la Principessa ereditaria Mette-Marit: il fratellastro Trond Bernsten, agente della polizia, è una delle vittime della strage. Secondo alcuni testimoni ha tentato di fermare l’omicida durante l’attacco sull’isola di Utoya. Intanto le autorità confermano che Anders Behring Breivik era stato inserito in una lista di sospetti dopo l’acquisto in dicembre scorso in Polonia di prodotti chimici agricoli, poi impiegati per l’attentato di Oslo. Ma gli elementi non erano stati tali da autorizzare ulteriori indagini.