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Sparatoria Utoya, le testimonianze di alcuni feriti

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Sparatoria Utoya, le testimonianze di alcuni feriti

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Solo il tempo potrà alleviare, in parte, il doloroso ricordo dei giovani sopravvissuti alla sparatoria di Utoya.

Dall’ospedale, una ragazza, rimasta ferita a una gamba, così ricorda quei momenti terribili e Breivik: “Dopo una scarica di colpi molto pesante, ha sparato a mano a mano e cercato eventuali movimenti, persone ancora in vita. C’era una ragazza sdraiata su di me, quindi ero coperta ed ero già stata colpita alla gamba. Sono rimasta completamente immobile e ho aspettato che finisse tutto. L’ho anche sentito ricaricare, e questo è stato il peggiore momento di tutta la mia vita: sentirlo cambiare le munizioni”.

Un altro sopravvissuto, che ha riportato serie lesioni dopo una caduta di diversi metri dal suo nascondiglio, afferma che “sull’isola è stato l’inferno. Come il peggior film di orrore che si abbia mai visto”.

Un uomo spiega di aver perso il figlio nella sparatoria. Era al telefono con lui quando sono partiti i primi colpi. “Fa terribilmente male – dice – è mio figlio che se ne è andato. Non avrei mai pensato che sarebbe accaduto. Ho parlato con lui al telefono quando la sparatoria è iniziata e pensavo di risentirlo piu tardi. L’ultimo cosa che gli ho sentito dire è stata ‘Papà, papà, c‘è una sparatoria, devo scappare’”.

Come lui, tanti altri genitori stanno piangendo la morte dei propri figli per un fatto che, assieme all’attentato nel centro di Oslo, ha sprofondato il Paese in un incubo.