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Spari alla cieca sulla folla. I sopravvissuti di Utoya raccontano

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Spari alla cieca sulla folla. I sopravvissuti di Utoya raccontano

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Una sparatoria alla cieca sulla folla. Una fuga disperata in acqua. E giovani che uno dopo l’altro cadono sotto una pioggia di colpi. Questa la dinamica della carneficina sull’isola di Utoya che con le ore vanno delineando le testimonianze dei sopravvissuti.

“C’era un uomo che aveva tutta l’aria di essere un poliziotto – racconta uno di loro, ancora visibilmente sotto shock -. Poi ha cominciato a sparare da tutte le parti. Aveva con sé un borsone pieno di armi e carico di munizioni. Sì, aveva tantissime munizioni. Appena poco dopo aveva già sparato a un sacco di gente. Io ho cercato di fare del mio meglio e mettere in salvo fatto più persone possibile. Ma per molte non ho potuto far niente…”.

“A un certo punto – ricorda quasi in lacrime una ragazza – si è messo a urlare e a radunarci tutti. Appena la gente ha iniziato a scappare, lui ha cominciato a sparare sulla folla. Sparava ovunque, praticamente alla cieca. Non sembrava affatto lucido, era come se non stesse neanche pensando”.

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(2) Una sparatoria alla cieca sulla folla. Una fuga disperata in acqua. E giovani che uno dopo l’altro cadono sotto una pioggia di colpi. Questa la dinamica della carneficina sull’isola di Utoya che con le ore vanno delineando le testimonianze dei sopravvissuti. (7)

(sot16) “C’era un uomo, che aveva tutta l’aria di essere un poliziotto. Poi ha cominciato a sparare da tutte le parti. (6/10)

(26) Aveva con sé un borsone pieno di armi e carico di munizioni. Sì, aveva tantissime munizioni. (5/11)

(37) Appena poco dopo aveva già sparato a un sacco di gente. Io ho cercato di fare del mio meglio e mettere in salvo fatto più persone possibile. Ma per molte non ho potuto far niente…”. (9/11)

(sot51-07) “A un certo punto si è messo a urlare e a radunarci tutti. Appena la gente ha iniziato a scappare, lui ha cominciato a sparare sulla folla. Sparava ovunque, praticamente alla cieca. Non sembrava affatto lucido, era come se non stesse neanche pensando”. (14/16)