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Sollievo e autocritica: la Grecia del dopo-prestito

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Sollievo e autocritica: la Grecia del dopo-prestito

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Un generale sospiro di sollievo, venato di scetticismo e qualche preoccupazione. Così i greci sembrano accogliere il piano d’aiuti da circa 160 miliardi, approvato dai leader dell’Eurozona per salvare il loro paese dal fallimento.

Ai principali quotidiani che celebrano il traguardo, parlando di “accordo storico” e “Piano Marshall”, il Ministro delle finanze greco Evangelos Venizelos replica invitando il Paese a non abbassare la guardia.

“Si tratta di un grandissimo aiuto, che col tempo produrrà i suoi effetti sull’economia reale – dice -. Ma un aiuto che non deve in alcun modo indurci a ridurre il nostro impegno”.

Nel sollievo generale misurato per le vie d’Atene si fanno però anche spazio scoramento e contabilità del già caro prezzo, finora pagato.

“Dall’inizio della crisi – racconta il gestore di un bar -, i nostri guadagni non hanno fatto che calare. Sempre peggio, da tre anni a questa parte, fino a perdite ormai pari a circa il 70%”.

“Quanto vedo e sento non mi restituisce alcuna speranza – il commento di un avventore -. La stampa dice quello che vuole. Non possiamo più fidarci di nessuno”.

Altrove a prevalere è un’autocritica, in cui molti vedono il germe di una costruttiva reazione di popolo.

“Credo che il governo stia assolvendo bene i suoi compiti – il parere di un cittadino -. Siamo piuttosto noi a non aver fatto abbastanza. Mi riferisco soprattutto al fatto che ci ostiniamo a non accettare la realtà e non ci diamo quindi da fare per uscire da questa situazione. E le conseguenze di questa spirale ricadranno ora su di noi cittadini”.

“Sicuramente questo nuovo prestito è un passo avanti – gli fa eco un altro -, non possiamo negarlo. Ci troviamo in una situazione difficile e non certo a causa di altri paesi. La colpa è anche nostra”.