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Siria, ancora morti. L'opposizione: "No a interventi stranieri"

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Siria, ancora morti. L'opposizione: "No a interventi stranieri"

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Ancora morti in Siria negli scontri tra i manifestanti antigovernativi e le forze di sicurezza. Sarebbero una ventina le vittime solo negli ultimi due giorni, la maggior parte a Homs, dove secondo fonti locali la polizia ha aperto il fuoco sui partecipanti al funerale di un militante dell’opposizione.

Disordini si registrano anche in un quartiere della capitale Damasco, ma da maggio l’epicentro della rivolta rimane la città di Homs, popolata in maggioranza da sunniti, dove più forti sono le pressioni contro il clan, alevita, del presidente al-Assad.

Ma proprio la deriva di una guerra interconfessionale viene esclusa dall’opposizione in esilio. A Istanbul un loro portavoce si è detto contrario a ogni intervento armato straniero, minacciando, in tal caso, di far fronte comune col regime e contro un ipotetico invasore.

Una boccata d’ossigeno per il presidente Bashar al-Assad, a favore del quale, nel fine settimana si è tenuta a Damasco una imponente manifestazione.