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La Somalia grida aiuto, in 12 milioni di vittime della carestia

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La Somalia grida aiuto, in 12 milioni di vittime della carestia

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Novanta bambini muoiono ogni mese e il tasso di mortalità raggiunge picchi dell’86%. Siamo in Somalia, dove in due distretti è stato dichiarato lo stato di carestia. A lanciare l’allarme è l’Unicef.

Anche la Fao, che ha convocato un vertice per il 25 luglio, si è unita all’appello a sostegno delle 12 milioni di persone colpite dalla siccità nel Corno d’Africa e ha chiesto 120 milioni di dollari per fornire un’assistenza agricola d’emergenza.

A Bakool e Shabelle nel sud del Paese, la malnutrizione acuta colpisce oltre il 30 per cento della popolazione, tragica la situazione per oltre 500 mila persone accampate nei campi profughi. Una vera e propria città della disperazione il campo di Dadaab che raccoglie 380mila profughi in fuga dalla carestia.

Nelle aree maggiormente colpite, appena il 20% della popolazione ha accesso all’acqua potabile e un bambino su 9 muore prima di compiere 1 anno di vita.

“Moriremo senza un’immediata assistenza umanitaria – dice sofferente una madre – dov‘è l’Onu? Dovè il mondo islamico? Vi prego venite ad aiutarci, stiamo soffrendo molto, il mondo dovrebbe fare qualcosa per salvarci”.

La Somalia aspetta la pace da 20 anni. Il Corno d’Africa aspetta da mesi la pioggia. La combinazione di questi due elementi, la guerra civile e la carestia, associata a un settore agricolo sottosviluppato e a una quadruplicazione della popolazione, sta avendo conseguenze devastanti.