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Con arresto di Hadzic, la Serbia si proietta verso l'Unione Europea


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Con arresto di Hadzic, la Serbia si proietta verso l'Unione Europea

Milosevic, Karadzic, Mladic: sono i volti simbolo dei crimini di guerra nell’ex Jugoslavia. Ma l’arresto di Goran Hadzic certamente rappresenta il punto di arrivo di anni di lavoro parallelo tra l’azione diplomatica di Bruxelles e quella giudiziaria dell’Aja.

Ci sono voluti ben 18 annni di negoziati per catturare e giudicare 161 persone accusati di essersi macchiati di reati in violazione dei diritti umani durante i numerosi conflitti che hanno seminato morte e terrore nell’area dei balcani all’inizio degli anni 90.

Sul banco degli accusati, davanti al tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, i leader serbi, da Milosevic a Mladic, ma anche responsabili che erano dall’altra parte della barricata, come il croato Ante Gotovina.

Il generale che, nel 1995, ha guidato le operazioni militari contro i separatisti serbi della Krajna, e’ stato condannato a 24 anni di prigione per le deportazioni e le violenze commesse ai danni della popolazione. Un verdetto che ha aperto alla Croazia le porte dell’adesione all’Unione Europea e che e’ servita da modello alla Serbia, inducendola a collaborare per garantire alla giustizia i criminali in fuga.

Un risultato ottenuto anche grazie alle pressioni dei vertici dell’Unione europea con il congelamento dei negoziati con Belgrado, un segnale chiaro contro l’immobilismo serbo seguito alla cattura del vecchio presidente Milosevic.

Da allora sono stati 44 gli alti ufficiali serbi sottoposti al processo davanti ai magistrati dell’Aja, per altrettanti passi in avanti verso il sostegno dell’Unione Europea come sottolineano le parole di Catherine Ashton: “Poiché la Serbia sta facendo passi in avanti per affrontare i problemi del passato, possiamo affermare che si sta muovendo verso il futuro, un futuro che io credo, ha una forte prospettiva europea”

“La Serbia – afferma il procuratore Swinnen – ha ora prodotto la prova visibile che la cooperazione con il tribunale non è una promessa vuota, ma un impegno genuino, e auspichiamo che la Serbia continui a collaborare al nostro lavoro”.

L’arresto dell’autore del massacro di Vokovar segna l’inizio della fine della funzione storica del tribunale dell’ex Jugoslavia. Con Hadzic si chiude un capitolo e puo’ aprirsi un’altra storia. Anche nei balcani. Nel segno dell’Europa.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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