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Rimpasto ma non troppo. La rabbia di piazza Tahrir

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Rimpasto ma non troppo. La rabbia di piazza Tahrir

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Un cambio di formazione, che non taglia i ponti con l’era Mubarak.

Insoddisfazione e rabbia la risposta di piazza Tahrir al rimpasto di governo accordato dal primo ministro egiziano Essam Sharaf.

Da lunedì, il giuramento del nuovo gabinetto è stato rinviato di un giorno, ma le indiscrezioni indignano i manifestanti che da oltre una settimana sono tornati a occupare la piazza simbolo della rivoluzione.

Le elezioni legislative che precederanno le presidenziali potrebbero anzitutto slittare da settembre a novembre. Nonostante l’annunciata sostituzione di ministri chiave come quelli di esteri e finanze, dovrebbe inoltre restare al suo posto il titolare degli interni Mansour El Assaoui, accusato dalla piazza di aver guidato la repressione, nella prima fase delle contestazioni all’ex presidente Mubarak.