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Al via in Afghanistan passaggio di consegne sicurezza

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Al via in Afghanistan passaggio di consegne sicurezza

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In Afghanistan inizia la transizione. Con una cerimonia di basso profilo e a riflettori spenti le truppe Nato hanno consegnato le redini della sicurezza alle forze locali nella provincia centrale di Bamiyan. Il delicato processo, annunciato dal presidente Hamid Karzai a marzo, dovrebbe concludersi entro la fine del 2014.

Nella capitale Kabul molti abitanti sono scettici, ma il governo locale si mostra ottimista: “Il processo di transizione è irreversibile – spiega il portavoce del ministero della Difesa Gen Zahir Azimi -. Gli afghani hanno scelto di assistere a questo processo, consapevoli dei sacrifici da compiere”.

Sette le aree scelte – quelle considerate relativamente sicure – per la prima fase della transizione, che ha impresso un’accelerazione alle operazioni di addestramento da parte dei militari dell’Isaf. Le nuove leve vengono reclutate in modo rapido. Per i soldati stranieri, una vera sfida: “La sfida maggiore consiste nel fatto che arrivano da tutto l’Afghanistan – spiega l’ufficiale statunitense incaricato di addestrare i militari locali -. Provengono da tribù diverse, parlano lingue diverse, hanno culture diverse”.

Nad Ali, nella provincia meriodionale di Helmand era considerata una roccaforte dei Taleban. I militari britannici assicurano che le condizioni della sicurezza sono migliorate, qualcuno non nasconde perplessità, come il tenente colonnello Ahadi Khan:

“Credo che al momento qui ci siano pochi uomini – dice -. Il prossimo anno il numero aumenterà. Solo a quel punto non avremo più bisogno dei militari stranieri”.

La Nato conta attualmente su circa 130.000 soldati in Afghanistan, due terzi sono statunitensi. E il contingente di Washington è quello che ha subito le maggiori perdite, seguito da quello britannico. Che proprio alla vigilia dell’avvio della transizione ha subito la sua ultima perdita. Un soldato ucciso da un uomo che indossava l’uniforme dell’esercito afghano.