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Minatori cileni intentano causa per negligenza

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Minatori cileni intentano causa per negligenza

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Sono rimasti intrappolati per oltre 2 mesi a 700 metri di profondità e ora pretendono un risarcimento adeguato. 31 dei 33 minatori vittima dell’incidente avvenuto nella miniera di San José lo scorso agosto hanno intentato una causa contro lo stato cileno per negligenza.

Le condizioni di sicurezza della miniera, dicono, non erano state verificate adeguatamente. I minatori chiedono una cifra che corrisponde a circa 380.000 euro ciascuno, oltre alla pensione anticipata: “Abbiamo pensato di ricorrere alla giustizia dal primo giorno – spiega il minatore Luis Urzua -, da quando siamo rimasti intrappolati, per la possibile negligenza dell’ente pubblico che controlla il settore minerario e dei gestori della miniera. Non ce la vogliamo prendere con le persone che ci hanno salvato”.

La prigionia sotterranea dei “33” durò da inizio a gosto al 13 ottobre: “Stiamo facendo causa per creare un precedente – dice un altro minatore, Omar Reygada -, per evitare che in Cile succeda di nuovo quello che è successo il 5 agosto”. Questa causa si aggiunge a quelle già intentate dalle famiglie dei minatori – protagonisti di un salvataggio seguito in diretta tv in tutto il mondo.