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Sudan: strada ancora lunga dopo la firma dell'accordo per il Darfur

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Sudan: strada ancora lunga dopo la firma dell'accordo per il Darfur

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Soddisfazione, ma anche consapevolezza di una strada che resta lunga: nella comunità internazionale viene salutato oggi con sollievo l’accordo firmato tra il governo sudanese e una coalizione di movimenti ribelli del Darfur, il “Movimento per la Liberazione e la Giustizia”.

Il presidente sudanese Al Bashir, che proprio per la repressione nel Darfur è stato incriminato dalla Corte Penale Internazionale, ha usato toni solenni, confermando l’impegno a rispettare l’accordo firmato, la cui implementazione, ha detto, “sarà la base di una nuova era per il Darfur”.

Ci sono voluti trenta mesi per giungere a questa firma, ce ne vorranno altri per trovare l’accordo di tutte le parti in causa:

“È vero che la firma dell’accordo, e di due punti chiave in particolare, getta le fondamenta per la pace, ma la via per una soluzione definitiva resta lunga: finora, i principali gruppi armati hanno rifiutato di firmare”

L’accordo prevede la concessione di un’ampia autonomia per la regione occidentale sudanese, in preda dal 2003 ad una sanguinosa guerra civile, con decine di migliaia di morti e quasi due milioni di sfollati, per i quali vengono ora previsti degli indennizzi. Sullo status futuro del Darfur, tutto resta aperto: sarà un referendum a decidere se si tratterà di uno Stato indipendente o di una regione autonoma.