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Scontri e diplomazia in affanno. I ribelli denunciano il pantano libico

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Scontri e diplomazia in affanno. I ribelli denunciano il pantano libico

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L’intensificarsi degli scontri in Libia fra lealisti e ribelli allontana la prospettiva di una soluzione politica.

Mentre sul fronte diplomatico sembra confermarsi lo stallo, contraddittorio è il bilancio che emerge dai combattimenti sul terreno delle ultime ore.

Dopo 24 ore di scontri, i ribelli sostengono di aver riconquistato al-Qawalish, villaggio chiave sulla via di Tripoli, a un centinaio di chilometri dalla capitale libica.

Di quattro feriti, il bilancio però denunciato ad Agedabia, dove alcuni razzi lealisti avrebbero colpito tre abitazioni.

“Pace al momento impossibile” la conclusione di un comandante sul terreno, a cui fa eco la smentita di progressi diplomatici da parte di un alto rappresentante ribelle.

Con lui allora a colloquio a Bruxelles, Anders Fogh Rasmussen veniva nelle stesse ore formalmente accusato dalla giustizia libica di crimini di guerra.

E proprio al segretario generale della Nato, il Ministro degli esteri russo Lavrov ha rimandato la palla, declinando l’invito statunitense a mediare con Tripoli e a partecipare alla nuova riunione del gruppo di contatto in programma domani a Istanbul.