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Prudenza e spettri del passato. Mumbai dopo gli attentati

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Prudenza e spettri del passato. Mumbai dopo gli attentati

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Calma e prudenza le parole d’ordine della politica indiana all’indomani del triplice attentato che ha colpito Mumbai.

Natura degli ordigni utilizzati e modalità degli attacchi fa propendere la polizia per la pista dei militanti islamici legati al Pakistan, ma il turbolento rapporto con Islamabad suggerisce al Ministero degli interni di non sbilanciarsi.

Il governo riduce intanto a 18 il numero delle vittime, mettendo però in guardia sulle condizioni critiche di 23 dei circa 130 feriti.

“Non ci piegheremo di fronte a simili attacchi e riprenderemo la nostra vita di sempre – dice un residente di Mumbai -. Gli studenti vanno di nuovo a scuola, le nostre mogli a fare la spesa. Tutto è già tornato alla normalità”.

Se la popolazione prova a rialzare la testa, sotto la cenere cova tuttavia la paura. I principali quotidiani danno voce a rassegnazione e rabbia, per un triplice attentato che risveglia nella capitale economica indiana i sanguinosi ricordi dell’attacco agli hotel, costato nel 2008 la vita a oltre 160 persone.