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Pressing di Pechino e Moody's sul debito Usa

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Pressing di Pechino e Moody's sul debito Usa

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Non bastano le rassicurazioni di Bernanke a riportare il sorriso a Obama. Mentre il presidente della Fed si dice pronto a soccorrere Washington, il Minnesota entra in default controllato e la crisi del debito statunitense si popola di nuovi fantasmi.

A poche ore del fallimento del tavolo con i rappresentanti democratici e repubblicani, a mettere ulteriore pressione sulla Casa Bianca sono Pechino e Moody’s. All’agenzia di valutazione del credito, che minaccia di declassare la tripla A del rating a stelle e strisce, fa eco a breve giro di posta il pressing dall’Oriente.

Primo detentore mondiale di bond statunitensi, la Cina ha esortato Washington a correre ai ripari, adottando misure immediate in tutela degli investitori.

Inquietudini che a Wall Street sui mercati finanziari crescono col passare dei giorni e l’approssimarsi della scadenza del tetto sul debito americano.

Recessione e default temporaneo gli spettri paventati da Moody’s, se entro il due agosto non si troverà un compromesso fra le opposte ricette dei tagli alla spesa pubblica e l’incremento della fiscalità per le fasce più alte, su cui si sta polarizzando il confronto fra repubblicani e democratici.