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Scontri a Belfast: l'incubo di trent'anni di guerra civile

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Scontri a Belfast: l'incubo di trent'anni di guerra civile

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Ventisei arresti e decine di feriti: è l’ultimo bollettino degli scontri fra polizia e attivisti cattolici a Belfast, durante le marce orangiste legate alla ricorrenza protestante del 12 luglio.

Due poliziotti sono stati avvolti dalle fiamme delle numerose molotv lanciate dai manifestanti. Sono stati subito soccorsi dai loro colleghi, che hanno allontanato i dimostranti sparando proiettili di gomma e azionando gli idranti.

“Si tratta di un gruppo di trenta o quaranta persone, che hanno messo sotto tortura l’area durante l’anno e hanno usato il 12 luglio come scusa”, dice un rappresentante della comunità cattolica, che non vuole essere identificata con queste frange violente.

Teatro degli scontri più violenti il distretto dell’Ardoyne, storica base dell’Ira.

Parte della comunità protestante ha il terrore di rivivere l’incubo di una guerra civile: “Ci sono gruppi organizzati legati all’Ira nell’Ardoyne, che stanno chiaramente orchestrando e organizzando questi raid”, dice un lealista, “Sembra che siano fuori da ogni controllo”.

Ogni anno il 12 luglio riaccende antiche divisioni fra le due confessioni religiose. La data ricorda la vittoria di Guglielmo III d’Orange sul cattolico Giacomo II nella battaglia del Boyne del 1690.