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Indebolito dallo scandalo intercettazioni, Murdoch rinuncia a BSkyB. Indagini anche negli Usa?

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Indebolito dallo scandalo intercettazioni, Murdoch rinuncia a BSkyB. Indagini anche negli Usa?

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Indebolito dallo scandalo delle intercettazioni illegali, il gruppo del magnate australiano Rupert Murdoch rinuncia a competere per l’acquisizione di BSkyB, la piattaforma satellitare britannica.

Oltre a rompere l’intesa tra Murdoch e il premier Cameron, la vicenda giudiziaria ha anche investito il governo, con l’arresto del capo dello staff del premier, ex direttore di News of the world.

“Ho assunto il direttore di un quotidiano popolare”, ha detto Cameron intervenendo ai Comuni. “Lui mi ha assicurato di non essere stato al corrente delle intercettazioni, e di non essere coinvolto in reati. Se si scoprisse che non è così, non solo sarebbe giusto rimuoverlo dal governo, ma anche processarlo. Ma dovremmo restare aderenti al principio di innocenza fino a quando non si provi che si è colpevoli”.

Un discorso che non è bastato al capo dell’opposizione laburista, Ed Milliband.

“Il premier deve rendere pubbliche interamente le informazioni che ha avuto, spiegare cosa ha fatto e perchè gli allarmi siano rimasti senza esito. Ma più di tutto, si deve scusare, per il catastrofico errore di giudizio che ha commesso, assumendo Andy Coulson”.

Pur rinunciando al controllo esclusivo della piattaforma satellitare, il gruppo Murdoch rimane tra gli azionisti di BSkyB, come spiega un comunicato diramato dai vertici aziendali.

Secondo molti osservatori, il ritiro dell’offerta non è dovuto solo alle pressioni del parlamento britannico, ma anche alla notizia che il Senato statunitense stia discutendo se avviare un’inchiesta oltreoceano. Una eventualità che a Murdoch potrebbe costare davvero molto.