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Crisi euro: Irlanda, Spagna e Italia sulla corda

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Crisi euro: Irlanda, Spagna e Italia sulla corda

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L’agenzia internazionale Moody’s ha tagliato il rating dell’Irlanda a ‘junk’, spazzatura, con prospettive negative. Moody’s ritiene probabile che, nonostante il forte impegno di Dublino per il risanamento, il Paese abbia bisogno di nuovi aiuti quando terminerà l’attuale programma di sostegni dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale.

Le Borse ieri hanno dato chiari segnali che anche l’Italia e la Spagna sono nel mirino.

Le prese di posizione dei ministri delle finanze dell’Eurozona non hanno convinto i mercati che la crisi si risolverà presto.

Il premier spagnolo Zapatero ha invitato a dare rapidamente una risposta comune alla crisi dell’euro: “Tutti i Paesi dell’Eurozona devono assumere le loro responsabilità in questo momento e i Paesi più potenti in particolare.”

Una visione condivisa dal governo di Roma. Silvio Berlusconi ammette che per l’Italia è un periodo non facile e che servono misure più forti, ma afferma che le banche italiane sono solide. In una nota, il premier scrive tra l’altro: “La crisi ci spinge ad accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014.”

Misure che verrebbero condivise dall’opposizione e sostenute dall’Unione Europea.