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Israele: legge contro il boicottaggio delle colonie

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Israele: legge contro il boicottaggio delle colonie

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Diventa illegale il boicottaggio degli insediamenti ebraici nei territori palestinesi. Il movimento contro le colonie ha perso la sua prima battaglia contro la lobby dei coloni e l’estrema destra israeliana che sono riuscite a far passare la legge che vieta gli appelli al boicottaggio dei prodotti provenienti dalle coltivazioni ebraiche in Cisgiordania.

La legge è stata adottata ieri, nonostante il consulente legale della Knesset abbia avvertito che rischia di essere annullata dalla Corte Suprema perché, di fatto, limita il diritto d’espressione. Sette ministri si sono astenuti.

Daniel Hershkowitz, titolare del dicastero della Scienza, difende invece la legge: “Boicottare i prodotti israeliani che vengono prodotti ovunque in Israele è un’azione economica contro lo Stato di Israele. E dato che ogni Stato dovrebbe difendersi, perso che anche Israele si debba difendere da simili azioni”.

La vicenda era balzata agli onori delle cronache qualche mese fa quando un gruppo di attori si era pubblicamente rifiutato di esibirsi nel teatro di Ariel, una della più grandi colonie costruite in

Cisgiordania.

La nuova legge impone pesanti sanzioni e ammende, fino a diecimila euro, a coloro che faranno appello al boicottaggio. A loro potranno anche essere chiesti risarcimenti. Il 52% degli israeliani sostiene questa legge.

“Non vorrei – dice un colono – che qualcuno mi boicottasse, come non voglio che altri gruppi minoritari in Israele vengano boicottati. Non vorrei che gli arabi fossero boicottati, o gli etiopi, quindi non c‘è alcuna ragione per boicottare i coloni. Qual è il problema con loro? “

Secondo Michael Karayanni docente di diritto, si tratta di un problema per la democrazia israeliana:

“Il primo problema della legge è che fa del boicottaggio qualcosa che in un certo senso è illegale, perché rende un atto civile illecito mentre il boicottaggio è stato considerato una forma di protesta e la protesta è parte integrante della democrazia”.

Un altro problema è la discriminazione stabilita dalla legge che non vieta, ad esempio, di fare appello al boicottaggio della carne di maiale, come fanno gli ultraortodossi, o ai conumatori per protestare contro i rincari.