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Israele blocca Fly-tilla, fermati 69 attivisti pro-palestina

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Israele blocca Fly-tilla, fermati 69 attivisti pro-palestina

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Il piano B degli attivisti filo-palestinesi della Freedom Flotilla 2 non ha funzionato. Immobilizzati in Grecia dal blocco navale sollecitato da Israele, circa 320 passeggeri in arrivo in Israele sono stati fermati all’aeroporto Ben Gurion a Tel Aviv. A 69 di loro è stato negato l’ingresso nel Paese. Sono stati condotti in strutture detentive in attesa di essere rimpatriati.

A 200 attivisti della cosiddetta “Fly-tilla” è stato impedito l’imbarco in vari scali europei – queste immagini arrivano da Ginevra – il ministero dell’Interno israeliano ha diffuso una lista nera di persone non desiderate, avvertendo che sarebbero state rimpatriate a spese delle compagnie aeree.

“Il mio nome è Lila, sono la madre di Meliane, lei ha 9 anni – spiega una donna rimasta bloccata all’aeroporto di Ginevra – Non è stata accettata a bordo di un volo per Tel Aviv, chiaramente e semplicemente perché lei, 9 anni, è sospettata di essere una minaccia per la sicurezza di Israele”.

Tutto normale per l’ambasciatore israeliano in Svizzera Ilan Elgar: “Non siamo disposti a lasciar entrare gruppi organizzati che intendono provocare e dimostrare. Come in qualsiasi altro Paese”.

La sinistra israeliana e gli arabi israeliani hanno organizzato una manifestazione di protesta nel centro di Tel Aviv. Gli organizzatori di ‘Benvenuti in Palestina’ annunciano che questo genere di manifestazioni si ripeterà in futuro.