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Dopo la chiusura di News of the world. Verso la fine dello stile dei tabloid alla Murdoch?

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Dopo la chiusura di News of the world. Verso la fine dello stile dei tabloid alla Murdoch?

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La fine imprevista e clamorosa di News of the World, secondo molti britannici, non rappresenta l’inizio della fine dello stile Murdoch nella stampa popolare. Nella rapida chiusura del quotidiano c‘è persino chi ci vede una strategia commerciale.

“In qualche modo all’inizio si diceva che fosse stato un giornalista infedele. Ora sappiamo che non era vero: era il giornale, o l’editore a essere infedele. News of the world… chiudiamolo, tagliamo il braccio… eppure il marcio è nel corpo e nella testa. Qualcosa che riguarda Murdoch”, dice Lord Prescott, laburista ed ex vicepremier.

“Chi ha mai sentito del suicidio di un giornale? No, e non è successo nemmeno stavolta. Ci fanno un sacco di soldi, si liberano dei dipendenti in esubero, e chiudono un marchio famoso”, dice Andreas Whittam Smith, fondatore dell’Independent.

“Sospetto che in qualche settimana vedremo spuntare un altro giornale della domenica dalla stessa compagnia, e magari si chiamerà The Sunday Sun…”, preconizza Don Foster, dei Liberal-democratici.

Lo scandalo ha attirato l’attenzione dei media, e ora si discute di etica della stampa, delle relazioni tra i media, il governo e la polizia – accusata di non aver indagato sui sospetti, essendo troppo vicina ai media.

Una sorprendente conclusione dello scandalo delle intercettazioni telefoniche. L’affare ha travolto News of the world, una pubblicazione con più di 150 anni di storia, scomparsa per sempre. Il resto sono tutte domande, sul corretto rapporto tra giornalismo e polizia.