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Nuove regole anti-corruzione per gli eurodeputati

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Nuove regole anti-corruzione per gli eurodeputati

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Capitale d’Europa, Bruxelles è anche una capitale di lobbisti. Si pensa che ci siano tra le 15.000 e le 20.000 persone che lavorino per rappresentare gli interessi di industrie, regioni o ong.
 
Per introdurre piu’ trasparenza in relazioni spesso ambigue con le istituzioni, sono state approvate regole di condotta per i deputati.
 
Si tratta di una prima proposta che segue uno scandalo di corruzione. Almeno tre deputati sono stati accusati di aver intascato ingenti tangenti per far passare qualche emendamento.
 
Il nuovo codice vuole allontanare potenziali rischi di conflitto di interessi. I deputati potranno mantenere una seconda attività ma dovranno dichiarare quanto ne guadagnano.
 
Diana WALLIS, Vice-presidente del Parlamento europeo: “Non vogliamo vietare le attività secondarie ma dovranno diventare piu’ trasparenti, e se c‘è un conflitto di interessi, i deputati dovranno allontarsi spontaneamente da una particolare attività parlamentare”.
 
E’ un passo avanti ma non è sufficiente per le organizzazioni che si battono per una politica piu’ etica. Secondo le ricerche di Corporate Europe Observatory un deputato su sette è potenzialmente esposto ad un conflitto di interessi.
 
Vicky Cann, Corporate Europe Observatory:

“C‘è il deputato tedesco Herbert Reul, presidente della commissione energia, che è anche nel consiglio di amministrazione di una società di energia in Germania. E poi c‘è l’ex vice primo ministro belga Jean-Luc Dehaene che è presidente del consiglio di amministrazione della banca Dexia”
 
Il nuovo codice di condotta dovrebbe entrare in vigore a gennaio, l’obiettivo: allontanare ogni tipo di scandalo di malversazione. Den Dover,  ex eurodeputato per i Tories, deve rimborsare circa 400.000 euro, aveva assunto sua moglie e sua figlia come consulenti.