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UE: gli obiettivi della presidenza di turno polacca

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UE: gli obiettivi della presidenza di turno polacca

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Un’Europa della solidarietà e della crescita, un’Europa aperta e sicura. Gli obiettivi della Polonia sono ambiziosi. Euro-entusiasta, ottimista e preparato, il premier Donald Tusk, però, ha solo sei mesi davanti per mettere a punto il suo programma e tenere molti incontri: responsabilità inevitabili durante questa presidenza di turno dell’Unione Europea. La Polonia saprà lasciare la sua impronta?

Venerdí Varsavia ha dettato la linea sulla questione della crisi del debito. Se da un lato sostiene la Grecia, al tempo stesso vuole che si traggano lezioni dal problema dell’indebitamento eccessivo di Atene. E non aderirà all’euro se non verrà resa piú rigida la disciplina di bilancio comune.

Inoltre, la Polonia ha posto come condizione di assistere alle riunioni dei 17 Paesi dell’unione monetaria. In teoria, non ne avrebbe diritto, ma è lí che si decide il destino della Grecia e si discutono i grandi orientamenti economici. Jean-Claude Juncker, presidente dell’eurogruppo, ha finito per accettare dopo una tumultuosa discussione.

La Polonia dovrà occuparsi anche del bilancio europeo 2014-2020 ed è in una buona posizione per influenzare i negoziati, già in corso. Destinataria di molti fondi dell’Unione europea, è praticamente l’unico Paese dei Ventisette ad essere sfuggito alla recessione. Per quanto riguarda la questione della politica agricola comune, di ridurre i fondi non se ne parla. Ma Varsavia ipotizza una modernizzazione per rendere il sistema più equo per le regioni e gli agricoltori.

L’allargamento dell’Unione europea sarà l’altro capitolo irrinunciabile della presidenza polacca. Innanzitutto, c‘è da portare a compimento il processo di adesione della Croazia, il cui ingresso è previsto per il 2013.

Inoltre, nonostante le reticenze di altri membri dell’Unione, Varsavia conta di lanciare negoziati per l’adesione della Serbia. E, senza pestare i piedi alla Russia, organizzerà a fine settembre il vertice del partenariato orientale, mirando in particolare ad accordi commerciali con l’Ucraina.