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Siria: Amnesty denuncia crimini contro l'umanità

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Siria: Amnesty denuncia crimini contro l'umanità

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Sarebbero almeno 22 i civili uccisi ad Hama, in Siria. Un’ottantina i feriti. Il biancio, dall’inizio della settimana, è stato reso noto da un’ONG locale e dagli attivisti siriani che protestano contro il regime di Bashar Al Assad.

La città dal 1982 è diventata un simbolo. Proprio qui avvenne la violenta repressione della rivolta dei fratelli musulmani contro l’allora presidente Hafez Al Assad padre dell’attuale capo di Stato. Le vittime furono circa 20mila.

Amnesty International intanto denuncia che due mesi fa, nella città di Tell Kalakh, situata al confine con il Libano, il regime di Damasco avrebbe commesso crimini contro l’umanità.

“Abbiamo visto – dice Peter Clarke – detenzioni arbitrarie, abbiamo visto decessi durante la custodia

e abbiamo visto torture. Rivolgiamo un appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché porti questa situazione davanti alla Corte Penale Internazionale perché ci sono chiari indizi che ci possono essere stati crimini contro l’umanità su vasta scala”.

L’offensiva contro i ribelli nella città risale a maggio quando l’esercito e la polizia intervennero contro i manifestanti. Nelle mani delle forze dell’ordine siriane restano numerose persone. Rischiano tutte la tortura e la morte.