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Germania riforma leva obbligatoria. Intervista a Wolfgang Ischinger

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Germania riforma leva obbligatoria. Intervista a Wolfgang Ischinger

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In Germania si chiude un’epoca. Dopo più di 50 anni viene sospesa la leva obbligatoria e l’esercito si riduce di un quarto.

Sigrid Ulrich ha intervistato per Euronews Wolfgang Ischinger. Diplomatico e capo della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, incontra regolarmente i rappresentanti della NATO e dell’Unione Europea, ma anche di Russia, Cina, Giappone e India, che partecipano abitualmente alla Conferenza.

Sigrid Ulrich, euronews:

Ischinger, questo è il dividendo della pace che ci hanno promesso dopo la fine della Guerra Fredda?

Wolfgang Ischinger, capo della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza:

Non mi entusiasma il concetto di dividendo della pace: suona come se si fosse pagato qualcosa e ora si volessero i soldi indietro.

Il mondo è cambiato drasticamente negli ultimi anni. La sicurezza della Germania non finisce e non può identificarsi nei confini tedeschi. Viviamo in un mondo in cui le minacce o i rischi arrivano nel nostro paese, in Europa da lontano. L’esercito deve adattarsi a questo e penso, quindi, che sia una buona decisione il trasformarlo in un esercito professionale.

euronews:

Cosa significa per la società tedesca rinunciare agli aspetti positivi oltre che a quelli negativi della tradizione?

Ischinger:

Per molto tempo tedeschi hanno ritenuto che fosse importante integrare le forze armate nella società civile, per essere sicuri di non andare mai più incontro al rischio di vivere di nuovo l’era della Repubblica di Weimar (1918-1933) o nazista (1933-1945), quando l’esercito andava per conto proprio. Oggi nessuno parla più di questo pericolo, non esiste più”.

euronews:

Piuttosto è vero il contrario: le guerre sono molto impopolari in Germania. Prenda l’esempio dell’Iraq o della Libia. Come sarà possibile attrarre un numero sufficiente di soldati di professione?

Ischinger:

Credo che sia compito della leadership politica convincere la popolazione tedesca del fatto che chiudere gli occhi sui problemi dell’estero non accresca la nostra sicurezza. Ciò non significa che i soldati tedeschi debbano andare in qualsiasi parte del mondo bruci. Ma dobbiamo intervenire quando viene messa in discussione anche la nostra sicurezza e che, se dobbiamo farlo, possiamo esserne in grado.

euronews:

Cosa si intende per “nostra sicurezza” in questo contesto? Parliamo di sicurezza tedesca o dobbiamo ricorerre ad un concetto più ampio? La decisione tedesca è un segnale per l’Europa o è già una risposta a tipologie del tutto nuove di conflitti?

Ischinger:

Un esercito professionale è più efficace per l’Europa rispetto ad un tradizionale esercito di volontari. Penso che con questa transizione, la Germania sarà ancora più importante per l’Europa. La sicurezza tedesca è parte della sicurezza europea, e più pensiamo in termini di categorie europee più siamo sulla strada giusta. “

euronews:

C‘è stato un tentativo fallito di creare la Comunità europea di difesa. Vent’anni dopo la fine della Guerra Fredda, qual è lo scenario che prospetta da qui a 20 anni?

Ischinger:

Il mio scenario, la mia visione è molto chiara. Perché uno stato membro dell’Unione Europea deve avere il suo piccolo esercito? Non è possibile creare sinergia ed efficienza, per risparmiare denaro e lavorare insieme? Questo è un argomento di vasta portata, dove sono stati fatti solo piccoli passi e in cui vedo il nostro futuro. Dovrà esserci più non meno Europa.