ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Germania: fine della leva obbligatoria

Lettura in corso:

Germania: fine della leva obbligatoria

Dimensioni di testo Aa Aa

Allineandosi alla maggior parte dei paesi europei, la Germania dice addio al servizio militare obbligatorio. La legge che rende le forze armate tedesche un esercito professionale arriva dopo 54 anni.

La riforma punta a ridurre i militari dagli attuali 220mila a una cifra tra i 170mila e i 185mila, con un notevole risparmio per le casse dello stato.

La legge, fortemente voluta dall’ex ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, ha avuto il via libera del governo Merkel dopo un lungo dibattito. A bloccare l’iter le perplessità dei cristiano-democratici, per i quali la riforma violava il principio costituzionale che vincola le forze armate alla società tedesca.

La coscrizione obbligatoria venne infatti introdotta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. La mancanza di un esercito professionale e la provenienza dei soldati dal più vasto segmento sociale, poteva evitare in futuro che l’armata di un paese divenisse la forza personale di un dittatore.

Un altro dogma, sintetizzato nel dettato costituzionale, fu riassunto dallo slogan: “Nessuno stivale tedesco su suolo straniero”. L’esercito era chiamato a intervenire solo per scopi difensivi.

L’annuncio del Cancelliere Gerhard Schröder, il 24 marzo 1999, che la Germania avrebbe partecipato alla missione Nato in Kosovo, rappresentò la prima storica falla dell’assunto.

I soldati tedeschi mettevano piede su un suolo straniero.

Seguì la missione in Afghanistan, con l’impiego di 4970 militari: in 52 persero la vita.

La capacità del Paese di dispiegare truppe all’estero conta attualmente 7mila unità. La riforma prevede 10mila uomini. Una cifra ancora lontana dai 22mila del Regno Unito e dai 30mila della Francia.