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Unione africana: Si tratti sulla Libia, ma senza Gheddafi

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Unione africana: Si tratti sulla Libia, ma senza Gheddafi

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L’Unione africana si dice soddisfatta delle conclusioni della riunione di Malabo, in Guinea Equatoriale, interamente dedicata alla crisi in Libia.

L’intesa raggiunta prevede la sospensione dei bombardamenti aerei e il dispiegamento di una forza internazionale sotto l’egida dell’Onu.

Per gli stati dell’Unione africana si tratta di rilanciare i negoziati, come spiega il commissario Jean Ping.

“Le crisi come quella in Libia, o in Costa d’Avorio, o in Sudan o Somalia, sono affrontate nel momento in cui l’Africa, come gli altri continenti, non aveva necessariamente punti di vista identici. E’ stato necessario un lungo dibattito e delle trattative, per riuscire ad arrivare a una posizione comune”.

Posizione comune, ma niente affatto facile da far rispettare, anche la richiesta a Gheddafi di non partecipare ai negoziati di pace.

“Io posso dire che un sacco di paesi, se non la maggioranza, stanno con noi. Hanno ripetuto anche durante la sessione plenaria che Gheddafi deve andarsene. In ogni caso nessuno sostiene Gheddafi, nè qua dentro nè fuori”.

L’obiettivo di questo 17. vertice dell’Unione africana è di ridurre le differenze che si sono andate creando attorno al dossier libico. Per due giorni i leaders africani hanno discusso, alcuni avanzando proposte, altri confrontandosi duramente, ma alla fine, arrivando a una posizione comune.