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Marocco: referendum per la riforma della Costituzione

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Marocco: referendum per la riforma della Costituzione

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Tredici milioni di marocchini sono chiamati ad approvare la riforma costituzionale presentata da Re Mohammed VI lo scorso 17 giugno.

L’esito del voto sembra scontato, è previsto un “sì” all’80%, ma l’incognita è rappresentata dall’affluenza. Il Re vorrebbe dare risposte graduali alla domanda di democrazia e giustizia sociale. Il ministro dell’Economia è convinto che questa riforma vada nella direzione giusta: “Con la nuova Costituzione – dice – vengono dati tutti i mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi, per esempio con la creazione di bacini d’impiego in ogni regione del Paese, e con la nuova istanza di lotta alla corruzione”

Contrari alla riforma, gli integralisti islamici di Al Adl Wa al Ihssane, movimento illegale che chiede la fine della monarchia. Insoddisfatta anche una parte consistente dei giovani del “Movimento 20 febbraio”, che invitano al boicottaggio perché ritengono che la riforma sia troppo timida.

“La Costituzione non dà abbastanza poteri al Governo per rispondere ai manifestanti, per dare risposte alle domande sociali, e alle proteste sociali”, osserva il professor Yousef Belal, dell’Università di Rabat.

Con questa riforma, per la prima volta la Monarchia rinuncia a parte dei propri poteri, in favore del Parlamento, del Governo e della Magistratura.

Un’altra novità è il riconoscimento del berbero come seconda lingua ufficiale del Paese.