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Il Marocco vota per una nuova Costituzione

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Il Marocco vota per una nuova Costituzione

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Marocco alle urne. Più di 13 milioni di elettori votano per la riforma istituzionale voluta dal re Mohammed VI sull’onda della primavera araba.

Una nuova Costituzione che ridimensiona il ruolo del sovrano e concede poteri maggiori a primo ministro, parlamento e giustizia.

Scontato l’esito, con il si dato all’80 per cento; incertezza invece sulla partecipazione al referendum, il primo di questo regno.

“Domani il Marocco entrerà nel gruppo dei Grandi, quello dei paesi democratici”, ha dichiarato il presidente del senato, Mohamed Cheikh Biadillah, “dopo aver adottato una monarchia costituzionale, democratica, parlamentare e sociale”.

Un cambiamento che il movimento d’opposizione del “20 febbraio” giudica insufficiente e per questo chiama al boicottaggio, contestando le prerogative essenziali conservate dal re, come il controllo dell’esercito.

Contrari alla riforma, che tra l’altro riconosce il berbero come seconda lingua ufficiale del paese, anche gli integralisti islamici che puntano piuttosto alla fine della monarchia che regge il Marocco dal 1962.