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Ue: Tobin tax per finanziare il bilancio, Londra dice no

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Ue: Tobin tax per finanziare il bilancio, Londra dice no

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Una Tobin tax e un’IVA europea: le proposte finanziarie della Commissione si attirano gli strali del Regno Unito. Bruxelles vuole tassare le transazioni per finanziare il bilancio europeo 2014-2020: un’idea introdotta una trentina d’anni fa dal premio Nobel per l’Economia James Tobin.

Questa tassa potrebbe fruttare almeno 30 miliardi di euro all’anno per l’Unione Europea. Le autorità britanniche temono, come conseguenza, un esodo delle banche dalla City di Londra verso gli Stati Uniti e l’Asia. Per questo hanno definito l’iniziativa “completamente surrealista”.

Londra ha tuttavia sostenuto quest’iniziativa franco-tedesca in ambito europeo. Un no britannico basta già a seppellire il progetto, visto che è necessaria l’unanimità affinché venga approvato. Allora perché viene avanzata una proposta del genere? Per soddisfare l’opinione pubblica, sostiene un esperto.

Jorge Núñez Ferrer, Centre for European Policy Studies:

“Credo che la gente sia sensibile a queste affermazioni, se, mentre sui media viene a sapere continuamente che dopo la crisi le banche tornano a fare utili e i manager ricevono i bonus, qualcuno invece gli dice, faremo qualcosa, impediremo loro di agire in questo modo introducendo una tassa”.

La Commissione vuole aumentare il prossimo bilancio riducendo le imposte versate dagli Stati e aumentando le risorse proprie dell’Unione. Per questo Jose Manuel Barroso ha proposto la creazione di un’Iva europea, pari all’1 per cento, prelevata negli Stati e trasferita direttamente nel bilancio.

Bruxelles vorrebbe aumentare il bilancio del 5% rispetto a quello in corso, ossia il periodo 2007-2013. I tre principali contribuenti europei, Germania, Francia e Regno Unito, ne invocano invece il congelamento.

Il cantiere sulle prospettive finanziarie è dunque aperto:al centro la proposta di un bilancio da poco più di mille miliardi di euro. Inizia dunque una battaglia di due anni tra Stati membri, Commissione e Parlamento.