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Grecia: voto in parlamento tra scioperi e proteste

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Grecia: voto in parlamento tra scioperi e proteste

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Voto o bancarotta. E’ così che viene presentato il passaggio parlamentare cruciale che la Grecia affronta oggi: il voto del nuovo piano di austerità del governo socialista di Geroges Papandreou. Un voto che arriva al secondo giorno dello sciopero generale di 48 ore promosso dai sindacati e dal movimento degli “indignados” in uno scenario da guerriglia urbana. La piazza Syntagma di Atene, attorno al parlamento, è stata nuovamente teatro di duri scontri tra la polizia e gruppi di manifestanti.

Meno numerosi rispetto alle decine di migliaia di persone che hanno occupato la piazza della capitale sin dal mese di maggio per protestare contro la politica di rigore seguita dall’esecutivo, i manifestanti si oppongono alla nuova manovra che, secondo le stime, peserà per per quasi 2.800 euro all’anno su ogni famiglia di 4 persone.

Dall’approvazione del piano di austerità, che l’opposizione di centro destra si dice pronta a bocciare, dipende la quinta tranche di aiuti da 12 miliardi di euro dell’Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale.

Andrea Neri