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D-Day per la Grecia, tra scontri e feriti

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D-Day per la Grecia, tra scontri e feriti

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Nuovi momenti di tensione, questa mattina ad Atene, hanno inaugurato una giornata decisiva per la Grecia: nel pomeriggio il parlamento si esprimerà sul nuovo piano di rigore che, in cambio di sacrifici ancora più duri per i contribuenti, dovrebbe garantire il proseguimento dell’aiuto finanziario internazionale.

La rabbia di una parte della popolazione si è scatenata in strada, nel centro della capitale, dove da ieri si susseguono violenti scontri, con decine di feriti. Questa mattina la polizia ha respinto centinaia di manifestanti che tentavano di raggiungere piazza Sintagma, davanti al Parlamento.

Il clima è esacerbato da uno sciopero generale di 48 ore che fino a questa sera paralizza la maggior parte dei servizi pubblici, inclusi treni, trasporti urbani e traghetti. Tra i cittadini, l’indignazione è sempre più diffusa:

“Questa è una battaglia contro le misure impopolari del governo, che diventano sempre più violente nell’attaccare le famiglie a basso reddito”.

Dal delicato passaggio parlamentare dipende la quinta tranche da 12 miliardi di euro che consentirebbe alla Grecia di far fronte alle esigenze finanziarie di luglio.