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La Grecia vota il secondo piano di austerità

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La Grecia vota il secondo piano di austerità

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Una due giorni di scioperi e proteste: è quanto hanno promesso i principali sindacati greci, in concomitanza col voto del Parlamento sul secondo pacchetto di riforme e privatizzazioni.

Da martedì mattina i greci sono scesi in strada contro le nuove misure di austerità, contrastate da una popolazione dove già 2 persone su 5 sono senza lavoro.

5mila le forze di polizia dispiegate nella sola capitale: i manifestanti hanno annunciato l’intenzione di circondare l’Assemblea per impedire l’entrata dei deputati.

“Sono misure molto ampie, ma non penso siano efficaci. Se lo saranno, allora la gente le accetterà pazientemente, il punto è che non crediamo siano adeguate”.

Interrotti i trasporti locali, non garantito il funzionamento di porti e aeroporti. In sciopero anche attività private e servizi pubblici, compresi gli ospedali.

“La situazione che i lavoratori stanno affrontando è tragica, rasentiamo i livelli di povertà. Il governo ha dichiarato guerra: non possiamo rispondere che con la guerra”.

Lunedì il Premier greco George Papandreou ha pronunciato un accorato appello alle camere perché appoggino nuovi tagli e strette, necessari a sbloccare altri finanziamenti da parte di Unione europea e Fondo monetario internazionale. Fonti comunitarie hanno comunque confermato che a Bruxelles già si studiano misure alternative per garantire liquidità al Paese ellenico anche in caso di bocciatura.